Il 14 Ottobre di questo mese si è svolto un importante incontro pedagogico con gli insegnanti e gli alunni del Liceo Scientifico Mangino di Pagani (SA).

La presenza della dirigente prof.ssa Ezilda Pepe, durante tutto l’incontro è stata fondamentale, poiché con il suo instancabile desiderio di portare con mano gli alunni alla comprensione, spiegava in maniera sintetica ed efficace passo dopo passo ciò che veniva fuori dal dialogo, suggerendo agli alunni e agli insegnanti degli approfondimenti da fare in seguito in vista dell’esame di maturità.
È stato emozionante per me ritornare nella mia vecchia scuola e relazionarmi pedagogicamente alla pari con gli alunni e insegnanti in presenza della dirigente, la quale è stata la mia professoressa di latino. La professoressa, fin dall’inizio della mia carriera di studentessa, rappresentò un importante punto di riferimento per me e un’ancora a cui aggrapparmi, in quanto aveva creduto nelle mie potenzialità, prima ancora che io stessa fossi consapevole di averle. Devo renderle grazie per la professionista che sono diventata, perché mi ha insegnato ad alimentare la curiosità verso la scoperta scientifica della conoscenza a 360°, vero patrimonio della cultura umana.
In rappresentanza dell’APEI (Associazione Pedagogisti Educatori Italiani) c’è stato il dott.re Gianvincenzo Nicodemo, consigliere Nazionale e Regionale e Membro del Comitato Scientifico della suddetta associazione. Egli ha relazionato sul libro “la vita quotidiana senza paure e senza psichiatria” della dott.ssa Antonietta Bernardoni, leggendo stralci del libro e analizzandoli insieme ai presenti, ponendo spunti di riflessione e confronto alimentando il pensiero critico dei partecipanti al dialogo.
Un grazie va soprattutto ai rappresentanti del collettivo Antonietta Bernardoni, composto da un gruppo di persone che ha seguito da vicino la ricerca e l’attività della dottoressa per diversi decenni.
Il collettivo si è occupato della stesura della biografia raccogliendo i suoi appunti, che lei chiamava “tesine” e li ha accorpati.
Gli appunti sono stati scritti in tempi e situazioni diverse durante le sue brevi pause del suo lavoro pratico svolto ad aiutare le persone con cosiddette “difficoltà psichiatriche”, promuovendo una trasformazione dell’ambiente esterno e dei nuovi collegamenti interpersonali per non soccombere di fronte alla durezza della vita e a mantenere o riprendere il proprio posto nella lotta per una società giusta.

In rappresentanza del collettivo c’è stato il dott.re Ermanno Tarracchini, che oltre ad essere membro del collettivo è anche Consigliere Nazionale e membro della Comitato Scientifico dell’APEI, la dott.ssa Laura Barbieri e la dott.ssa Fulvia Sighinolfi, giunti da Modena per approfondire alcune tematiche sollevate dalla lettura del testo del libro della Bernardoni, per rispondere alle domande da parte degli insegnanti e degli studenti e per esporre il metodo scientifico della “Attività Terapeutica Popolare”.
Il Modello fu ideato dalla dott.ssa Antonietta Bernardoni (1919 – 2008), discepola di Maria Montessori, che si laureò in Lettere e Filosofia all’Università di Firenze e in seguito in Medicina e Chirurgia all’Università di Modena. Partecipò alla lotta partigiana, fu insegnante, medico, terapeuta e ricercatrice. Grazie alla sua esperienza in entrambi i settori scientifici, elaborò una sua teoria per la risoluzione dei cosiddetti “problemi psichiatrici”, conosciuta anche al di fuori dell’Italia.
Ideò una nuova scienza dei rapporti umani, secondo la quale tutti possono essere ricercatori e scienziati (denominata Disalienistica Antropoevolutiva), mosse una forte critica alla psichiatria, alla psicoanalisi e alla psicologia, poiché secondo la sua teoria non sono strumenti scientifici di conoscenza dell’uomo e promosse dibattiti pubblici dell’Attività Terapeutica Popolare (ATP). Questi dibattiti si diffusero negli anni 70 in Italia e all’estero, per aiutare le persone con i cosiddetti “disturbi psichiatrici” non scientificamente provati da dati oggettivi di lesioni al cervello, ma causati dalle interazioni con l’ambiente sociale.

Ringrazio di cuore gli studenti e tutti quelli che hanno partecipato al dialogo pedagogico orizzontale, dove ognuno con la propria storia ha contribuito alla realizzazione dell’incontro intellettualmente stimolante e spero che tornando a casa abbiano custodito e in seguito coltiveranno il semino della conoscenza che è stato dato loro in dono.

Vorrei condividere con voi 2 stralci del libro che a me hanno dato un colpo d’ala:
“Dobbiamo essere vigili affinché non accada che, mentre a livello generale ci impegniamo nelle grandi battaglie da cui la nostra società dovrà uscire radicalmente trasformata, evitiamo poi di impegnarci- a livello di personalità, di comportamento, di rapporti interpersonali- in una trasformazione conseguente di noi stessi che, liberando energie per le battaglie di più ampio respiro, ci consenta tempo stesso di essere, se non uomini del futuro, almeno “uomini di transizione”.

“Nessun incontro umano, per breve e apparentemente insignificante che sia, è mai neutrale: esso lascia sempre una traccia. Chi agisce per trasformare il mondo in modo tale da renderlo più rispondente ai bisogni degli uomini è scienziato e ricercatore nel senso più autentico delle parola, ed è perciò promotore di se stesso e negli altri di conoscenza, coerenza, di sicurezza, motivo per cui costituisce una fonte efficace di salute mentale. Chi ha invece interesse a manipolare la realtà e a falsificare per evitare la trasformazione, costituisce una fonte continua di distorsione ideologica del reale, di interessi inconfessabili perseguiti sott’acqua, di stimoli ambigui e contraddittori, motivo per cui costituisce anche una fonte di “malattia mentale”.

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