É un luogo comune dire che la famiglia è in crisi, ma in realtà, è in crisi un particolare paradigma di famiglia, che Durkheim, sociologo e uno dei padri della pedagogia sociale, definì “nucleare” o “coniugale”.
Il paradigma di Durkheim si affermò nell’Occidente negli ultimi due-tre secoli, assieme allo spirito borghese, entrambi costituiscono tutto il sistema socio-culturale e relazionale dell’ottocento e del novecento. L’aggettivo nucleare (coniugale, privato, intimo..) sta ad indicare il restringersi della famiglia stessa ai due genitori, o anche ad un genitore solo, con o senza figli.

A tenere in piedi la famiglia nucleare per un paio di secoli, nella sua funzionalità socio-economica, è stato un pesante investimento educativo, ben distinto per generi e per ruoli:
• I’ uomo educato a spendere il suo tempo fuori casa, lontano dalla famiglia
• la donna, al contrario, educata a stare dentro a cui le è affidata la cura della prole, come una conseguenza naturale dello essere femmina e non come una scelta personale
• i figli sotto, fino a quando non costituiranno una nuova famiglia nucleare.
Ciò ha comportato una visibilità sociale quasi esclusivamente del maschio e un vivere alla sua ombra della femmina.

Oggi possono esistere anche famiglie con paradigmi “antiquati”, che non hanno nulla di patologico, ma che non funzionano, poiché qualcuno dei componenti non è educato ad accettare e a vivere positivamente le implicazioni relazionali su un progetto di vita di una famiglia strutturata secondo un paradigma di altri tempi, e della non corrispondenza della situazione familiare rispetto all’evolversi sociale e culturale. Questa sarebbe una situazione problematica dal punto di vista pedagogico a causa di scompensi nell’educazione, specie in quella ricevuta in età da sviluppo.

Oggi il paradigma della famiglia nucleare è da tempo in crisi come lo sono un po’ tutti i paradigmi dell’evo borghese otto-novecentesco (educativi, culturali, comunicativo-relazionali, politici, lavorativi, industriali, scolastici…), un evo dal quale stiamo uscendo gradualmente e a fatica.

La famiglia rappresenta una delle tematiche affrontate dalla pedagogia sociale e professionale, poiché essa è sede di un’importantissima azione educativa che riguarda tutti i componenti che ne fanno parte, ma si costituisce per altri fini, trai quali c’è l’educazione dei figli per il futuro. L’educazione familiare riguarda anche l’educazione genitoriale, l’educazione che a loro volta ricevono dai figli e l’educazione che si impartiscono reciprocamente i genitori. Poi ci sono anche tutte le relazioni extra-familiari che in qualche modo afferiscono all’educazione della famiglia.

L’aiuto pedagogico interviene proprio in questa crisi dove da un lato ci sono i residui di un’educazione legata alla famiglia nucleare e dall’altro la realtà sociale che è in evoluzione. Il pedagogista individua nel suo percorso di accompagnamento un paradigma alternativo volto a costruire una famiglia poli-nucleare, i cui componenti, i due coniugi e i figli, si dividono i compiti secondo attitudini e scelte personali, nel rispetto reciproco in rapporto agli alti componenti.

Il pedagogista, con l’utilizzo di strumenti pedagogici, propone un’idea chiara e strutturata di come instaurare una discussione dialogica all’interno del paradigma poli-nucleare:
Gli unici compiti relativi alla genitorialità che sono naturalmente femminili sono esclusivamente la gravidanza e l’allattamento al seno, per tutti gli altri compiti nei confronti dei figli, fin dal primo giorno della nascita e finché sono in vita, i due genitori devono dividersi i compiti e le responsabilità genitoriali.

Esiste un paradigma di coppia definito “alternativo” o “sperimentale”, dove non vi è più una sovrapposizione dell’uno all’altro, uno scioglimento del rapporto a due, un asservimento dell’uno all’altro, e neppure un reciproco full immersion. Il nuovo paradigma è nella condivisione della quotidianità, nel rispetto pieno dell’altro. Quindi non vi è la necessità di individuare un comportamento maschile e uno femminile, ma vi è assoluta simmetria.

Un paradigma di famiglia poli-nucleare in cui i membri intrecciano una molteplicità di intersezioni parziali e un’intersezione comune.