Ho voluto tradurre per voi un’intervista fatta a Daniel Pennac, il quale da piccolo fu un pessimo studente, ma poi da adulto è diventato un grande autore che tutti noi conosciamo. La sua esperienza spero possa essere un colpo d’ala sia per gli studenti che per i professori.

“ Da bambino ero un pessimo alunno perché AVEVO PAURA di rispondere alle domande che mi facevano gli adulti. Tutta la mia PAURA durante l’infanzia, si è trasformata in CONOSCENZA. Così il mio lavoro da adulto ha avuto lo scopo di ‘guarire’ i bambini da quella paura.
La prima cosa da tenere in mente è che ANCHE I GRANDI HANNO PAURA: i genitori hanno paura che i loro figli non avranno successo e i professori hanno paura di non essere dei bravi professori.
La paura ha a che fare con la solitudine sia nel bambino che nell’adulto. Quindi per ELIMINARE LA PAURA BISOGNA ELIMINARE LA SOLITUDINE!
Pedagogicamente si elimina la solitudine creando dei progetti comuni che coinvolgano tutti. Un esempio molto valido è il progetto del teatro, coinvolgendo l’alunno senza intaccare la sua fiducia.
Io avevo un professore di francese, al quale mentivo, poiché non facevo mai i compiti. Mi disse :<<Bene, vedo che hai molta immaginazione. Invece di utilizzare la tua immaginazione per raccontarmi menzogne, scrivi un romanzo. Consegnami 10 pagine ogni settimana. Non ti assegno altri compiti oltre a questo>>. Quel professore mi ha salvato, poiché ha trasformato un alunno passivo in un alunno attivo che scrive romanzi.
Non abbiate paura di essere CURIOSI su ogni cosa. La CURIOSITA’ E’ UN BUON RIMEDIO PER LA PAURA
Oggi i bambini già appena nati sono considerati dalla società consumistica come dei clienti. Si produce pubblicità per indurli a consumare. Questa è la cultura che loro apprendono quotidianamente. Quando questi bimbi vanno a scuola, si comportano dinanzi al professore, come dei piccoli consumatori. Il professore non si rivolge ai DESIDERI del bambino, ma ai suoi BISOGNI FONDAMENTALI (imparare a leggere, a contare, a pensare a riflettere … ). La maggior parte di queste necessità è in diretta opposizione coi desideri dei bambini, ed è per questo che è più difficile essere professori oggi che negli anni ’50, quando i bambini non erano ancora dei clienti della società.
Il problema è che se il bambino pensa che il suo desiderio è un bisogno fondamentale, penserà che la sua felicità dipende dalla soddisfazione di esso. IL COMPITO DEGLI ADULTI È QUELLO DI INSEGNARE A SEPARARE IL DESIDERIO DAL BISOGNO, così che la vera felicità la possiamo raggiungere quando impariamo a capire le cose. LA CONOSCENZA DELLE COSE RENDE FELICI!
Credo che noi adulti non possiamo sottrarci alle nostre responsabilità come istituzione educativa. È necessario che come genitore mi senta responsabile del mio comportamento davanti ai miei figli. L’educazione è data dall’esempio.

Bisogna TRASMETTERE AI GIOVANI IL PIACERE DI IMPARARE, dire ai giovani che , al contrario di quello che si dice, l’AMORE CI RENDE PIU’ INTELLIGENTI .
Ci sono tre tipi di persone :

1)quelli che pensano che la conoscenza sia una loro proprietà privata e che gli altri siano indegni di quel sapere.

2)quelli che se ne fregano della cultura.

3)i ‘passeur’ , che credono che la cultura non gli appartiene, ma è un dono da fare agli altri per renderli felici.

TUTTO CIO’ CHE SAPETE NON VI APPARTIENE, LA CULTURA DEVE PASSARE ATTRAVERSO DI TE. UNA DELLE RAGIONI DELLA NOSTRA ESISTENZA E’ CONDIVIDERE CON GLI ALTRI IL NOSTRO SAPERE”(D. Pennac)