Un genitore mi chiede se è opportuno o pericoloso far esplorare liberamente lo spazio circostante al proprio figlio di sette mesi.

Rispondo che questa possibilità è un DIRITTO del bambino, in quanto attraverso il movimento del suo corpo nello spazio si sviluppa la sua personalità e la sua intelligenza. I genitori apprensivi tendono a non stimolare adeguatamente il proprio figlio durante il periodo sensitivo del movimento, che inizia già dal sesto mese e termina nel sesto anno di vita. Per cui ne limitano il naturale sviluppo psico-fisico, negandogli la possibilità di sviluppare abilità che purtroppo saranno difficili da recuperare in futuro.

La prima parte della vita di un bambino è caratterizzata dalla necessità di apprendere tutta una serie di abilità motorie che lo renderanno una persona indipendente e libera. Questo apprendimento avviene attraverso varie fasi.

Quando il bimbo entra nel periodo sensitivo del movimento spesso si concentra in maniera esclusiva su attività motorie senza mostrare interesse per altre proposte. Per questo si potrebbe finire per credere che non sia abbastanza stimolato. In realtà, invece, il bimbo sta facendo incredibili sforzi interiori ed esteriori che non possono essere disturbati da altre attività, in quel momento considerate da lui meno importanti o inutili.

Una volta che avrà acquisito le basi motorie, la sua attenzione si sposterà verso la ricerca del perfezionamento dei movimenti che formano un’azione complessa (per esempio infilare un bottone in un’asola) mostrando amore per il gesto in sé. Durante questo periodo sensitivo, il bimbo può imparare a muoversi con grazia perdendo i gesti goffi propri dell’infanzia.

Attraverso il movimento avviene lo sviluppo della concezione interiore e di quella esteriore del bambino. Il movimento, infatti, non è soltanto l’espressione dell’io, ma è fondamentale per la costruzione della coscienza, essendo l’unico mezzo tangibile che pone l’io in relazioni ben determinate con la realtà esterna. Per questo motivo esso è fattore essenziale per la costruzione dell’intelligenza, che si alimenta e vive di acquisizioni ottenute nell’ambiente esteriore.

Anche le idee astratte, come ad esempio quelle di spazio e tempo, derivano da una maturazione dei contatti con la realtà che egli coglie per mezzo del movimento, legandolo alla concezione spirituale del mondo che lo circonda.

Sviluppando solo una parte dei muscoli del bambino si può affermare che si sta dando l’impronta della sua futura personalità. Più si allenano tutti i muscoli del bambino e più gli si darà possibilità di sviluppare una personalità ampia, fornendogli infinite possibilità individuali da sviluppare nel futuro. In presenza di muscoli inerti, che normalmente dovrebbero funzionare, ci sarà una diminuzione di energia individuale che porterà ad una conseguente depressione fisica e anche morale. Per questo motivo la reattività dei movimenti deriva sempre dalle energie spirituali che ciascuno ha dentro di sé.

È importante tener presente la connessione diretta che c’è tra le funzioni motrici e la volontà individuale. La volontà del bambino si diffonde per tutte le fibre del corpo e si realizza attraverso il movimento. Noi assistiamo agli sforzi che fa il bambino e alle lotte che egli sostiene per raggiungere questa finalità. Questo impulso volontario del bambino si tende a perfezionare ed è fondamentale, poiché senza di esso egli non sarebbe che un’immagine di uomo, priva di volontà. In tal caso non potrebbe esternare i frutti della sua intelligenza, quindi l’organo della volontà non ha solo una funzione di esecuzione, ma di costruzione.

Nel bambino che si trova in condizioni libere di movimento si manifestano azioni con cui egli cerca sia di cogliere le immagini visibili dell’ambiente, sia l’amore per l’esattezza delle esecuzioni delle proprie azioni.

“Il bimbo è uno scopritore: un uomo che nasce da una nebulosa, come un essere indefinito e splendido che cerca la propria forma”( M. Montessori- Il segreto dell’infanzia)

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